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Impianto fisso di controllo della velocità: guida per i Comuni nel 2026

Come installare un autovelox fisso nel 2026: normativa MIT, omologazione obbligatoria, distanze, segnaletica e iter autorizzativo per i Comuni.

di Redazione Italset
Impianto fisso di controllo della velocità: guida per i Comuni nel 2026

Un tratto di strada con incidenti ripetuti, velocità sistematicamente elevate, residenti che chiedono provvedimenti. Il Comandante della Polizia Locale sa che la soluzione più efficace — e più duratura — è un impianto fisso di rilevamento della velocità. Ma sa anche che il percorso per arrivarci è tutt’altro che semplice: autorizzazioni, omologazioni, segnaletica, distanze da rispettare, e ora una normativa completamente rinnovata che ha cambiato le regole del gioco.

Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’11 aprile 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 maggio 2024, ha ridisegnato il quadro normativo sugli autovelox fissi e mobili. Dal 12 giugno 2025 tutti i dispositivi attivi devono essere conformi alle nuove regole — pena la disattivazione. I dispositivi installati prima e non adeguati non possono più essere utilizzati per accertare infrazioni.

Questa guida è pensata per i Comandanti che vogliono capire come si installa correttamente un impianto fisso nel 2026, cosa è cambiato con la nuova normativa e come evitare di produrre verbali destinati ad essere annullati in sede di ricorso.


Perché un impianto fisso e non controlli mobili

La domanda che molti Comandanti si pongono prima di avviare l’iter per un impianto fisso è legittima: perché investire in un’installazione permanente quando i controlli mobili con autovelox portatile danno risultati immediati?

La risposta è nell’effetto deterrente nel tempo.

Il controllo mobile è efficace nel breve periodo — il giorno del controllo, le velocità calano. Ma appena il dispositivo viene rimosso, i comportamenti tornano ai livelli precedenti. L’effetto è temporaneo e legato alla presenza fisica degli agenti.

Il dispositivo fisso crea un effetto deterrente permanente. Chi percorre abitualmente quel tratto sa che il controllo è sempre attivo. Nel tempo, si modifica il comportamento strutturale degli automobilisti — non solo il giorno del controllo. I dati sull’incidentalità nei tratti con rilevamento fisso confermano questa differenza.

Quando il fisso è la scelta giusta

  • Tratti con incidentalità documentata e ripetuta
  • Strade con limite di velocità sistematicamente disatteso
  • Zone residenziali, scolastiche o ospedaliere ad alto rischio
  • Tratti extraurbani con caratteristiche geometriche che inducono velocità elevate
  • Incroci o intersezioni con scarsa visibilità

Il quadro normativo aggiornato al 2025

La normativa sugli autovelox ha subito una revisione profonda nel biennio 2024-2025. Conoscerla è fondamentale per installare un impianto che produca verbali validi e non annullabili in sede di ricorso.

Il Decreto MIT del 28 maggio 2024

Il nuovo impianto normativo stabilisce spazi e interviene sulla visibilità della segnaletica, sull’obbligo di omologazione delle apparecchiature e sulla trasparenza dei criteri di installazione, fino a imporre ai Comuni e agli enti gestori un uso più corretto, meno arbitrario e più coerente con l’obiettivo della sicurezza stradale.

I punti principali del decreto:

  • Distanze minime obbligatorie tra il segnale di preavviso e la postazione di rilevamento
  • Distanze minime tra dispositivi diversi sullo stesso tratto
  • Obbligo di omologazione — non più solo approvazione
  • Criteri di collocazione — solo tratti individuati con dati statistici sull’incidentalità
  • Piattaforma nazionale di censimento degli autovelox attivi

La scadenza del 12 giugno 2025

Tutti i dispositivi già presenti sulle strade italiane devono essere aggiornati alle nuove norme entro il 12 giugno 2025. In caso di mancato adeguamento, è prevista la disattivazione degli autovelox non conformi.

Per i Comuni che stanno valutando una nuova installazione, questo significa una sola cosa: qualsiasi impianto avviato oggi deve già rispettare le nuove regole. Non c’è più margine per installazioni “in deroga” o “in attesa di adeguamento”.

La riforma del Codice della Strada 2024

La legge di riforma del Codice della Strada, approvata in via definitiva a novembre 2024, ha rafforzato ulteriormente il principio che gli autovelox devono essere strumenti di sicurezza stradale — non di gettito fiscale. Il nuovo Codice della Strada ha introdotto modifiche significative nella loro regolamentazione, definendo con maggiore precisione le condizioni di utilizzo e le sanzioni per i trasgressori.


Omologazione vs. approvazione: la distinzione che cambia tutto

Questo è il punto normativo più delicato degli ultimi anni — e quello che ha reso nulli più verbali in tutta Italia.

La sentenza della Cassazione n. 10505/2024

La Corte di Cassazione (Ord. C. Cass. Civ. 18/04/2024 n. 10505) ha affermato che è sempre annullabile la multa per eccesso di velocità rilevata dall’autovelox approvato ma non omologato, in quanto le due procedure hanno “caratteristiche, natura e finalità diverse”.

Fino ad aprile 2024, il Ministero delle Infrastrutture sosteneva che approvazione e omologazione fossero equivalenti. La Cassazione ha stabilito il contrario — e i ricorsi si sono moltiplicati.

Cosa significa per il Comune

Qualsiasi dispositivo installato deve essere omologato dal MIT — non semplicemente approvato. La differenza non è burocratica: è la differenza tra un verbale valido e uno annullabile.

Il Codice della Strada, all’art. 45 comma 6, stabilisce che solo i dispositivi omologati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possono essere utilizzati per accertare infrazioni. L’art. 142 comma 6 ribadisce che le sanzioni sono valide solo se basate su apparecchiature debitamente omologate.

Come verificare l’omologazione

Prima di qualsiasi acquisto o noleggio, verificare che il dispositivo abbia:

  • Decreto di omologazione MIT specifico (non solo l’approvazione)
  • Certificato di taratura aggiornato rilasciato da istituto accreditato
  • Certificato di revisione periodica del produttore

Le distanze obbligatorie: le nuove regole

Il Decreto MIT del 2024 ha introdotto distanze minime precise — sia tra il segnale di preavviso e la postazione, sia tra dispositivi diversi sullo stesso tratto.

Distanze tra segnale di preavviso e postazione

Tipo di stradaDistanza minima segnale → postazione
Strade extraurbane1.000 metri
Strade urbane di scorrimento200 metri
Altre strade urbane75 metri

Distanze tra dispositivi diversi

Tipo di stradaDistanza minima tra dispositivi
Autostrade4.000 metri
Strade extraurbane principali3.000 metri
Strade extraurbane locali1.000 metri
Strade urbane (centro abitato)500 metri

Perché queste distanze sono critiche

Le sanzioni legate al superamento dei limiti di velocità rilevate da postazioni fisse possono essere annullate se l’apparecchiatura non rispetta le nuove distanze di preavviso o è posta in zone non autorizzate.

Un dispositivo installato a distanza inferiore al minimo produce verbali annullabili. La verifica delle distanze va effettuata con precisione prima dell’installazione — e documentata agli atti.


La segnaletica di preavviso: obbligatoria e specifica

Ogni postazione deve essere preceduta da un cartello ben visibile, posto a una distanza minima: 200 metri per le strade extraurbane, 75 metri per quelle urbane. Il preavviso non può essere “nascosto”: deve essere leggibile e non coperto da vegetazione, strutture o altri ostacoli.

La segnaletica di preavviso deve essere conforme alle specifiche tecniche del Regolamento di esecuzione del CdS, indicare chiaramente la presenza del dispositivo di rilevamento, essere visibile in tutte le condizioni di luce e meteorologiche, e non essere coperta da vegetazione o strutture.

Un autovelox nascosto è un autovelox inutile. Il decreto impone che siano visibili e preceduti da un segnale chiaro. Questo principio è coerente con la finalità della norma: la deterrenza comportamentale, non la sanzione a sorpresa.


Dove si può installare: i tratti autorizzati

Non tutti i tratti stradali possono ospitare un impianto fisso di rilevamento della velocità. Il decreto MIT ha introdotto criteri oggettivi per l’individuazione dei tratti autorizzati.

Il ruolo del Prefetto

Il Prefetto, sulla base di dati statistici raccolti da Polizia, Carabinieri o enti stradali, individua i tratti meritevoli di controllo. Il Comune non può decidere autonomamente dove installare un autovelox fisso — deve ottenere l’autorizzazione prefettizia, che si basa su dati oggettivi di incidentalità e velocità rilevata.

I dati necessari per la richiesta

Per supportare la richiesta al Prefetto, il Comune deve documentare:

  • Dati di incidentalità del tratto negli ultimi 3-5 anni — numero di incidenti, feriti, deceduti
  • Rilievi di velocità effettuati con strumenti mobili — distribuzione delle velocità, percentuale di veicoli oltre il limite
  • Caratteristiche geometriche della strada — larghezza, visibilità, curvatura
  • Contesto di utilizzo — presenza di abitazioni, scuole, ospedali, attività commerciali

La piattaforma di trasparenza

È prevista la creazione di una piattaforma informatica nazionale, gestita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su cui devono essere registrati tutti gli autovelox attivi con indicazione della loro omologazione, marca, modello e ubicazione.


Le tipologie di impianto fisso

Non esiste un unico tipo di autovelox fisso. Le tecnologie disponibili hanno caratteristiche diverse, adatte a contesti diversi.

Autovelox a postazione fissa con fotocellule. Il sistema più classico — due fotocellule poste a distanza fissa misurano il tempo di transito del veicolo e calcolano la velocità. Adatto per strade con traffico prevalentemente monodimensionale. Disponibile in versione monodirezionale e bidirezionale. Tecnologia matura, omologazioni consolidate, costi contenuti; non calcola la velocità media sul tratto.

Tutor — controllo della velocità media. Il sistema Tutor rileva il veicolo in due punti distanti tra loro e calcola la velocità media percorsa nel tratto. Più efficace dal punto di vista della sicurezza reale — l’automobilista non può rallentare solo al punto di rilevamento. Richiede due postazioni coordinate e un iter autorizzativo più complesso.

Sistema con tecnologia OCR e lettura targhe. I sistemi più moderni integrano la lettura automatica delle targhe tramite OCR — permettendo l’abbinamento automatico con le banche dati di PRA, Motorizzazione e ANPR per l’identificazione immediata del proprietario. Costo più elevato, ma riduzione significativa dei tempi di lavorazione del verbale.

Comparazione

TipologiaVelocità puntualeVelocità mediaLettura targaCosto relativo
Fotocellule classicoOpzionaleBasso
TutorAlto
OCR integratoOpzionaleMedio-alto

Illuminazione e condizioni di visibilità

L’impianto fisso deve funzionare in qualsiasi condizione di luce — di giorno, di notte, con nebbia, con pioggia. L’illuminazione è quindi un elemento tecnico critico, non accessorio.

Flash IR (infrarosso) — per il rilevamento notturno senza abbagliare il conducente. Invisibile all’occhio umano, garantisce la qualità dell’immagine in qualsiasi condizione di luce.

Flash bianco — in alcuni sistemi, attivato solo di notte. Visibile ma meno disturbante del flash tradizionale.

Illuminazione ambientale — alcune postazioni prevedono un sistema di illuminazione del punto di rilevamento per garantire la leggibilità della targa anche in condizioni meteo avverse.

L’immagine prodotta dal dispositivo deve essere sufficientemente nitida da permettere l’identificazione univoca della targa e del veicolo. Un’immagine sfocata o parzialmente leggibile può compromettere la validità del verbale in sede di ricorso.


La piattaforma nazionale MIT: il censimento degli autovelox

Una delle novità più significative del decreto 2024 è l’istituzione di una piattaforma informatica nazionale gestita dal MIT. Sarà istituita una piattaforma contenente dettagli su ogni autovelox attivo, incluse l’omologazione, marca, modello e ubicazione — garantendo maggiore trasparenza e riducendo i contenziosi legali.

Ogni Comune che installa o mantiene attivo un autovelox fisso deve registrarlo sulla piattaforma nazionale con tutti i dati richiesti. La mancata registrazione — quando la piattaforma sarà operativa — potrebbe essere usata come argomento di ricorso.


L’iter autorizzativo per il Comune

L’installazione di un impianto fisso richiede un percorso autorizzativo articolato.

Fase 1 — Raccolta dei dati di incidentalità e velocità. Documentazione dell’incidentalità del tratto negli ultimi anni e rilevazione delle velocità con strumenti mobili. Questa documentazione è la base della richiesta prefettizia.

Fase 2 — Richiesta di autorizzazione al Prefetto. Il Comune presenta la richiesta formale alla Prefettura con tutta la documentazione raccolta. Il Prefetto valuta la sussistenza dei requisiti e autorizza l’installazione.

Fase 3 — Progettazione tecnica dell’impianto. Individuazione del punto esatto di installazione nel rispetto delle distanze obbligatorie, progettazione della segnaletica di preavviso, verifica della compatibilità con l’infrastruttura stradale esistente.

Fase 4 — Selezione del dispositivo e verifica dell’omologazione. Scelta del modello da installare con verifica del decreto di omologazione MIT specifico. Verifica della taratura aggiornata.

Fase 5 — Installazione e collaudo. Installazione del dispositivo e della segnaletica da parte di personale tecnico qualificato. Collaudo funzionale e verifica della qualità delle immagini in diverse condizioni di luce.

Fase 6 — Comunicazione e registrazione. Comunicazione dell’attivazione al Prefetto e registrazione sulla piattaforma nazionale MIT (quando operativa). Pubblicazione dell’ubicazione sul sito istituzionale del Comune.


Acquisto vs. noleggio: cosa conviene

Il Comune che ha ottenuto l’autorizzazione prefettizia deve scegliere la formula di acquisizione del dispositivo.

AspettoAcquistoNoleggio
Investimento inizialeSignificativoNessuno
Omologazioni periodicheA carico del ComuneA carico del fornitore
ManutenzioneA carico del ComuneInclusa
Aggiornamento tecnologicoNuovo acquistoIncluso
Struttura costiFissiVariabili sul volume

Il noleggio è preferibile quando il budget in conto capitale è limitato, il Comune non ha personale tecnico per gestire le omologazioni periodiche, o si vuole la flessibilità di aggiornare il dispositivo senza sostenere un nuovo acquisto. Con il noleggio da un fornitore qualificato, tutte le omologazioni periodiche, le tarature e le verifiche di conformità alle nuove normative sono a carico del fornitore — eliminando uno dei rischi più concreti per la validità dei verbali.


FAQ

Un Comune può installare un autovelox fisso senza l’autorizzazione del Prefetto?

No. L’individuazione dei tratti autorizzati avviene su base prefettizia, con dati statistici sull’incidentalità. Un dispositivo installato senza autorizzazione produce verbali annullabili.

Cosa succede ai verbali emessi da dispositivi non conformi dopo il 12 giugno 2025?

I verbali emessi da dispositivi risultati irregolari a seguito di accertamenti possono essere contestati e annullati. I Comuni che non hanno adeguato i dispositivi entro il termine rischiano di vedere annullata l’intera produzione sanzionatoria di quei dispositivi.

La distinzione tra omologazione e approvazione vale anche per i dispositivi installati prima del 2024?

Sì. La sentenza della Cassazione n. 10505/2024 ha stabilito che la distinzione esiste indipendentemente dal decreto MIT. I dispositivi approvati ma non omologati producono verbali annullabili indipendentemente dalla data di installazione.

Un autovelox fisso può funzionare senza la presenza di agenti?

Sì — è la caratteristica principale del dispositivo fisso. A differenza di alcuni dispositivi mobili che richiedono la presenza dell’agente, l’autovelox fisso omologato può operare in modalità automatica.

Qual è la distanza minima tra la segnaletica di preavviso e la postazione su una strada urbana normale?

75 metri per le strade urbane diverse da quelle di scorrimento. La segnaletica deve essere visibile, non coperta da ostacoli, e conforme alle specifiche tecniche del Regolamento di esecuzione del CdS.

Il Comune deve pubblicare la posizione degli autovelox fissi?

Sì. La normativa impone trasparenza sui dispositivi attivi. La pubblicazione sul sito istituzionale è già prassi consolidata in molti Comuni — e sarà rafforzata con l’istituzione della piattaforma nazionale MIT.

Come si gestiscono i verbali prodotti dal dispositivo fisso?

I verbali prodotti dal dispositivo fisso vengono caricati automaticamente nel gestionale — come PMWEB — che gestisce l’abbinamento con la banca dati del PRA, la produzione dell’atto, la notifica e il pagamento tramite PagoPA. Il processo è completamente automatizzato dalla rilevazione alla riscossione.


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